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«Padre ucciso a coltellate». Il figlio era in sé quella sera? Via alla perizia psichiatrica

11 dicembre 2025

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Era in se’ Alessandro Zullino quando la sera del 22 novembre entrò nella villetta dei genitori e ammazzò il padre 70enne Cosimo con cinque coltellate? Se il 41enne brindisino finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai motivi futili e abietti dovesse risultare affetto da patologie psichiatriche, può o meno trascorrere la custodia cautelare in carcere? E se dovesse essere processato sarebbe in grado di comprendere le fasi del giudizio? Lo stabilirà la consulente psichiatrica Lucia Margari nominata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi.

Accolta dunque l’istanza presentata dall’avvocatessa Giovanna Corrado al termine dell’interrogatorio di Alessandro Zullino, 41 anni, avvenuto lunedì della scorsa settimana nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi dove l’indagato era stato trasferito in una stanza piantonata su disposizione della direzione del carcere di via Appia alla luce del completo isolamento in cui si era calato. La legale ha inoltre presentato istanza al Tribunale del Riesame di Lecce (udienza il 16 dicembre) per chiedere di annullare la decisione del gip Testi di rigettare la richiesta di trasferire Zullino in una struttura di sicurezza per pazienti psichiatrici invece che tenerlo in carcere.

Dunque sembra ormai delineato il prosieguo dell’indagine sulla tragedia consumatasi in una villetta del quartiere Sant’Elia di Brindisi: se la dinamica sembra piuttosto delineata grazie soprattutto alla testimonianza della madre di Alessandro Zullino – ha raccontato di avere assistito a tutte le fasi dell’omicidio e di essere stata costretta dal figlio, sotto minaccia di morte, ad accompagnarlo a costituirsi al comando provinciale dei carabinieri di via Bastioni San Giorgio – resta da chiarire innanzitutto se l’indagato fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto.

Un passaggio essenziale poiché nel caso dovesse risultare affetto da qualche patologia psichiatrica capace di inibire la capacità di comprendere la portata delle proprie azioni, Alessandro Zullino non potrebbe essere processato per stabilire se debba essere condannato o assolto per l’omicidio del padre.

Si aprirebbe piuttosto la strada al ricovero in una Rems, la una struttura sanitaria residenziale per persone affette da patologia psichiatrica a cui è stata applicata una misura di sicurezza detentiva provvisoria o definitiva.

Sono questioni che affronterà nei prossimi due mesi la consulente nominata dal giudice. Le medesime problematiche le sta affrontando il consulente nominato dal pubblico ministero Livia Orlando, titolare dell’inchiesta.

La difesa deciderà nelle prossime ore se indicare anche’essa un consulente, problema che si stanno ponendo in queste ore le avvocatesse Giustina Giordano e Daniela D’Amuri.

La Procura ha intanto conferito l’incarico al consulente informatico Silverio Greco di analizzare i filmati dell’impianto di videosorveglianza della villetta dove Cosimo Zullino viveva con la moglie e dove, attorno alle 18.50 del 22 novembre, il figlio Cosimo è entrato usando una copia delle chiavi conservate da quando aveva lasciato la residenza dei genitori.

Gli accertamenti tecnologici stanno prevedendo anche l’analisi delle memorie dei tre telefoni cellulari trovati dai carabinieri durante l’ispezione della casa dei coniugi Zullino.

Fonte: https://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/alessandro_zullino_omicidio_padre_perizia_psichiatrica-9239145.html

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